Era destino che la terza giornata di campionato fosse complessa da raccontare. Non sul campo ma per i numeri. Le ragazze, infatti, hanno stravinto con la Viscontini 15-0.
Sennonché Sprint & Sport ha complicato la vita a tutti. Alla fine della partita era tutto assodato, risultato e marcatori. Leggendo il settimanale sportivo, però, sono andato in tilt. Cadendo nello stesso errore che ho commesso anni fa (parecchi) quando leggevo assiduamente la Gazzetta dello Sport.
Vale la pena che vi racconti tutto dall'inizio, anche se alcuni conoscono bene la storia visto che sono stati coinvolti in quello che definisco - non senza autoironia - lo psicodramma del gol fantasma.
Andiamo con ordine. Usciti dal campo, per tutti, la partita si era conclusa 15 a 0 per le Pulcine Nerazzurre. Poi la sorpresa: Sprint & Sport riportava 16 reti. Nulla di grave, direte. E in effetti è così. Alla fine il calcio è un gioco. E quello giovanile un gioco nel gioco. Figuriamoci un blog come questo: un gioco nel gioco nel gioco. Sì, però...
Però a un certo punto mi sono assunto l'impegno di compilare la classifica dei marcatori, coinvolgendo in questo anche Achille Gentile, il papà di Alessia, abilissimo nel tenere i tabellini delle partite. Alla fine ho chiesto pure l'aiuto ad Antonio Indomenico, promosso sul campo «moviolista» ufficiale.
Risultato: ad un certo punto, dopo infiniti scambi di messaggi, alcuni dei quali sono pure approdati sul gruppo ufficiale, ne capivo quanto prima. Così ho deciso (e mi assumo tutta la responsabilità) di dare per buono il 15-0. Quindi il gol fantasma non c'è. Alla fine mi sono risolto a fidarmi di quel che avevamo visto tutti anziché cadere nel tranello del «l'ho letto sulla Gazzetta». Un giornale che fino a qualche annetto fa era la bibbia per i tifosi. Ora, con il boom delle Tv a pagamento e le decine di telecamere a bordo campo per ogni partita, la è molto meno. Per decenni si arrivava a negare l'evidenza, a cui tutti avevamo assistito sugli spalti dello stadio: «c'è sulla Gazzetta, dunque a sbagliare siamo noi». Insomma, ci convincevamo di aver visto (tutti) male.
Questa volta ho fatto il contrario. E ho preferito raccontarlo anche perché, da quanto è successo, ho tratto una lezione: con internet e le comunità virtuali non si finisce mai di imparare. L'importante è chiarire a sé stessi (lo dico guardandomi idealmente allo specchio) che è tutto un grande gioco. Anche la realtà.
Ecco comunque classifica e marcatori.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)


Nessun commento
Posta un commento